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Emissioni allo zero netto entro il 2030

Emissioni allo zero netto entro il 2030

di Giulia Petralli, candidata al Consiglio nazionale

A seguito di abbondanti tentativi di sensibilizzare la popolazione sulla prossimità del cataclisma ambientale l’ultimatum è stato lanciato: abbiamo 11 anni per salvare il pianeta e mitigare la catastrofe — sociale ed economica — che deriverebbe dall’eccedere la soglia di + 1.5°C. Agire urgentemente è ora più che mai necessario e a doverlo fare non sono solo i singoli individui, ma anche e soprattutto i governi del mondo intero. Particolarmente quest’ultimi devono assumersi la responsabilità che nessuno vuole accollarsi, ovvero riconoscere la sconfitta di un sistema creduto infallibile e ripensarlo completamente. In questo scenario, la Svizzera non può e non deve rimanere a guardare. Anzi, dobbiamo instaurare una nuova politica climatica in grado di proteggere popolazione e territorio, mantenendo fede agli impegni presi a livello internazionale. Infatti, dopo la recente bocciatura della revisione della legge sul CO2 e al verosimile fallimento di giungere all’obiettivo di ridurre le emissioni del 20 percento (rispetto al 1990) entro il 2020 — fissato dal Protocollo di Kyoto — siamo coscienti che servono nuovi obiettivi. Tra questi quello di diminuire le emissioni allo zero netto entro il 2030. Come? Innanzitutto con un decurtamento delle emissioni non necessarie, specialmente nei settori che più ne producono (trasporti, abitazioni, industria, agricoltura e rifiuti). In secondo luogo, implementando soluzioni capaci di ridurre l’impatto delle varie attività umane; ad esempio un consumo settimanale di 300 g di carne permetterebbe di limitare la propria impronta ecologica del 18% rispetto alla media svizzera. In ultimo, compensando le emissioni inevitabili con metodi di stoccaggio del CO2, ad esempio con il rimboschimento o con innovazioni tecnologiche come la Carbon Capture and Storage. Complessivamente, la valorizzazione del territorio e delle risorse locali, così come un’attenzione maggiore al benessere della popolazione piuttosto che alla sfrenata crescita economica, sono alla base di un sistema meno ingordo e più parsimonioso in termini di sperpero di risorse. Ridurre le emissioni allo zero netto entro il 2030 è un obiettivo ambizioso, è vero, ma è altresì indispensabile per garantire un’alternativa alla catastrofe preannunciata. Se negli anni i principali dilemmi hanno trovato risposte esaustive, oggi manca solo solo chiederci: vogliamo davvero metterci in salvo?

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