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Retribuzione dignitosa per tutt*

Retribuzione dignitosa per tutt*

di Ada Tognina, candidata al Consiglio nazionale

Sarebbe un sogno che nel 2019 la retribuzione dignitosa fosse un tema condiviso da tutte le forze politiche, soprattutto quando si parla di un salario equo che permetta di vivere serenamente tutta la popolazione.

Ma non dovrebbe essere un sogno, dovrebbe essere la realtà, senza distinzioni, per tutti e tutte.

Purtroppo, però, le differenze di vedute sul tema, si intravvedono già dalla voglia o meno di un salario minimo, e dove posare l’asticella di quest’ultimo. Per noi Giovani Verdi il salario minimo deve esserci per forza, è una questione di rispetto del lavoro svolto e delle lavoratrici e lavoratori. Lo stipendio minimo deve partire dai 3'860 franchi (21,50 chf all’ora), che, comunque sono solo la base per costruire le premesse di una vita non incentrata puramente sulla sopravvivenza finanziaria. Il salario minimo è uno dei primi gradini per poter trasformare un sistema che ci costringe ad ore ed ore di lavoro, senza reali garanzie di arrivare a fine mese, in un sistema che torni a mettere al centro altri valori.

Se ci soffermiamo sulle ultime parole, ecco il vero “problema”: una società che deve lavorare e lavorare, neanche per vivere, ma spesso per sopravvivere. Con il guadagno e la crescita come “valori” di base. È ora di cambiare le fondamenta della nostra società, di dare un valore diverso alla vita, introdurre il salario minimo come pure il reddito di base incondizionato, permetterebbe finalmente un cambio di paradigma, la capacità di concepire la vita in modo diverso. 

Certo è qualcosa di rivoluzionario, vorrebbe dire che il lavoro non sarebbe più il centro delle nostre vite. Vorrebbe dire che anche il lavoro domestico potrebbe rifiorire e tornare ad avere tutta l’importanza e la centralità che già dovrebbe avere all’interno del sistema attuale; vorrebbe anche dire che se guadagno di più, ho più tempo per altro che non sia lavoro: magari mi dedico al mio orto, compro meno nei supermercati. Anche nei supermercati le persone sarebbero pagate meglio, in modo da dover lavorare un po' meno. Si abbasserebbero così le ambizioni di guadagno e si inizierebbe ad ambire ad una vita più completa, piuttosto che ad una vita con più soldi.

Certo è una vera e propria rivoluzione. La rivoluzione può, a volte, spaventare, ma il cambiamento è necessario è passa da qui, da una retribuzione dignitosa per tutt*.

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