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Sesta estinzione di massa, una crisi sottaciuta

Sesta estinzione di massa, una crisi sottaciuta

di Deborah Meili, candidata I Verdi e sinistra alternativa - Giovani Verdi

La crisi climatica pare finalmente essere una priorità politica di tanti partiti. Vi è però un’altra crisi, fin troppo sottaciuta, paragonabile in urgenza a quella climatica: è quella della perdita di biodiversità. Secondo gli esperti, infatti, stiamo assistendo alla sesta estinzione di massa. E la Svizzera è il fanalino di coda dei paesi Ocse: metà dei 230 habitat e 30% delle 46’000 specie riconosciute sono minacciate di estinzione e una specie su 40 è già estinta.

Ma perché salvaguardare la biodiversità? Già solo rilassarsi nella natura e ammirare l’affascinante varietà di organismi presenti sulla nostra Terra basterebbe come argomento. Però anche economicamente ci resta ancora così tanto da scoprire sull’uso di molecole provenienti dalla natura, tra l’altro, per nuovi medicinali. Inoltre, la biodiversità aumenta la nostra resilienza al cambiamento climatico, ci garantisce aria e acqua pulite, l’impollinazione e suolo fertile per la produzione di cibo, fibre tessili e carburanti, e funge da “pesticida” naturale e gratuito. La biodiversità è dunque la base per un’agricoltura sostenibile, per una società e un’economia funzionanti. Ma cosa sono le cause di questa grave crisi? Il cambiamento climatico, lo sfruttamento eccessivo e l’inquinamento degli habitat, i disboscamenti per la produzione di foraggio e olio di palma, le specie invasive, le attività turistiche insostenibili, la dispersione insediativa e l’uso di pesticidi (che paradossalmente inibiscono il funzionamento fitosanitario naturale della biodiversità).

Vi è la necessità di creare finalmente le basi legali per diminuire radicalmente i danni alla biodiversità. Tra l’altro, dobbiamo sostenere le imminenti iniziative sui pesticidi, perché ancora manca l’obiettivo politico di sostituire l’agricoltura basata su pesticidi sintetici con una più vicina alla natura, come quella biologica. Sono anche necessarie misure per ridurre il consumo di prodotti di origine animale e per permettere la convivenza tra i grandi predatori e gli allevatori di montagna. Dobbiamo fermare la cementificazione e valorizzare la biodiversità nei centri urbani (anche per evitare temperature canicolari), potenziare le attività didattiche legate alla natura per tutte le fasce d’età, favorire iniziative di autoproduzione quali orti collettivi e promuovere un turismo responsabile e sostenibile. Agiamo ora per un’economia che sia in sintonia con la natura e abbracci l’ambiente, e non che lo sfrutti danneggiando le nostre basi vitali!

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